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Attivisti contro la legge 194

Source: Copyright © 2010 UDI- Al Sindaco di Modena
- Al Direttore Generale dell'Azienda Policlinico di MO
- Al Responsabile dell'Ufficio del Plateatico di Modena
- Al Comandante della Polizia municipale del Comune
- Alle redazioni locali



Oggetto: attivisti contro la Legge 194 davanti al Policlinico di Modena.

Intendiamo segnalare alle persone e responsabili in indirizzo una questione che si protrae da molto tempo e che non siamo più disposte a tollerare.
Ogni lunedì mattina, davanti all'ingresso principale del Policlinico, sostano attivisti dell'Associazione Giovanni XXIII per compiere atti di dissuasione nei confronti delle donne che vanno al nosocomio per interrompere la gravidanza. Essi non solo pregano mostrando un crocifisso, esibendo cartelli con scritte offensive ed intimidatorie anche nei confronti dei medici ("preghiamo per fermare le mani assassine"), ma da telefonate e proteste che sono giunte alla nostra Associazione evidentemente si spingono anche oltre. Una donna ci ha telefonato sconvolta dicendo di essere stata individuata, "molestata" ed umiliata. Di avere subito gravi e pesanti pressioni verbali.
Siamo andate noi stesse davanti al Policlinico per verificare entità ed attività del "gruppo di preghiera molesta".
A questo punto poniamo alcune domande a cui è urgente dare risposta.
- Questo drappello che sosta sul suolo pubblico, con crocefisso e cartelli (con immagini e testo offensivi per le donne e per i medici), cartelli che vengono appoggiati a terra, in punti ben visibili, che prega ad alta voce, ha la necessaria autorizzazione per occupare il suolo pubblico e fare quella che si presenta come una vera e propria manifestazione a cadenza settimanale? Come mai le donne, per esempio l'8 marzo, quando vogliono anche solo appoggiare una sedia sul suolo pubblico debbono chiedere l'autorizzazione?
- In nostra presenza ovviamente non è avvenuto, ma noi sappiamo che riescono ad avvicinare le donne che stanno per interrompere la gravidanza. Dove e come lo fanno? Entrano forse anche in reparto? A noi risulta di sì e su questo non solo noi, ma il livello di coscienza civica della nostra città esige risposte chiarissime ed immediate. Abbiamo già rivolto le nostre proteste alla Direzione Generale del Policlinico, abbiamo avuto attenzione e solidarietà, ma il problema è ben lontano dalla soluzione ed anzi sembra peggiorare.
Questi signori non possono fare quello che stanno facendo da tanto tempo e ci meravigliamo che nessuno li abbia ancora tolti di lì. Adesso basta. Se poi individuano ed avvicinano le donne in procinto di interrompere la gravidanza, stanno compiendo veri e propri reati (stalking? violazione della privacy?) e forse godono di qualche appoggio compiacente.
A chi dobbiamo rivolgerci affinché i diritti delle donne vengano tutelati e si ponga fine ad un situazione di illegalità che non può più essere ignorata?
La riservatezza nelle prestazioni mediche, l'autodeterminazione delle donne sono diritti da tutelare anche a Modena o dobbiamo rassegnarci agli agguati di fanatici di ogni ordine e grado, sui marciapiedi davanti agli ingressi, dentro ai reparti, dietro gli angoli, sulla porta dei bagni?

Modena, 10 dicembre 2010

Il coordinamento dell'UDI di Modena

Percorso: Iniziative Hanno scritto... Attivisti contro la legge 194