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Lettera ai giornali

Source: Copyright © 2010 UDICome Coordinamento Donne di Trento abbiamo appreso con sgomento la notizia della decisione della Cassazione di assolvere un marito violento a causa del carattere forte della moglie, nonostante ad avviso della Corte d’Appello

la responsabilità dell’imputato fosse provata sulla base di sue stesse ammissioni, anche se parziali, e sulla testimonianza di medici, conoscenti e certificati medici, da cui si ricava una condotta abituale di sopraffazioni, violenze e offese umilianti, lesive della integrità fisica e morale” della moglie, sottoposta a “continue ingiurie, minacce e percosse.”

Più volte siamo intervenute sul tema della violenza maschile sulle donne per affermare l’importanza di una cultura del rispetto della donna, della sua libertà e della sua dignità, cultura che ha come elemento fondante la negazione assoluta di qualsiasi giustificazione alla violenza nei suoi confronti.
Più volte abbiamo ribadito, e non ci stancheremo mai di farlo, che la violenza maschile sulle donne è un reato e in quanto tale va considerata e perseguita.

Puntare l’indice sulla donna in situazione di violenza e sul suo atteggiamento non fa altro che alimentare la cultura maschilista di cui ancora è intrisa la nostra società e dalla quale traggono nutrimento e sostegno tutti quegli uomini che maltrattano e umiliano le proprie compagne di vita, arrivando purtroppo spesso, come le cronache di questi giorni tragicamente ci confermano, a far pagare loro con la morte ogni tentativo di difesa della propria libertà e dignità.

Se, come si dice, le scelte di indirizzo della giurisprudenza, rispecchiano l’avanzamento di una società, sentenze come questa ci fanno capire quanto purtroppo ancora una volta nel nostro paese si stia regredendo drammaticamente in tema di diritti delle donne.

Coordinamento Donne di Trento
La Presidente
Delia Valenti

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