Sono nata con un Congresso col nome di UDI - UNIONE DONNE ITALIANE. Nell’ottobre del 1945. La gestazione è avvenuta nei Gruppi di Difesa della Donna del 1944. E molto prima.
Sono una delle Madri della Costituente e della Costituzione. Mi chiamo UDI - UNIONE DONNE IN ITALIA dal 2003.
La STORIA dice che hanno qualcosa a che fare con me: diritto di voto; ricostruzione dopoguerra e pacifismo; parità di salario; riconoscimento lavoro donna contadina; divieto licenziamento donne sposate; denuncia doppio lavoro donne, caporalato e lavoro a domicilio; leggi tutela lavoratrice madre; richiesta pensione casalinghe; istituzione degli asili nido, consultori e servizi sociali; nuovo diritto di famiglia.
E ancora:
manifestazioni di piazza anni 60/70; proposte iniziativa popolare su asili nido e violenza sessuata; legge 194.
E ancora:
lotta a divisione sessuale ruoli nella società; incontro-scontro col FEMMINISMO su aborto non diritto civile, ma dramma da prevenire attraverso la contraccezione e responsabilizzando il partner, un dramma che i consultori possono arginare ma su cui comunque l’ultima parola spetta alla donna.
La legge 194 è del 1978. Negli anni successivi veglierò sulla sua corretta applicazione.
Da allora, la mia PAROLA d'ordine sarà per sempre e per ogni cosa AUTODETERMINAZIONE come MODO di guardare alla realtà e alla vita da parte di una DONNA. A partire da sè.
Verso la fine degli anni '70 comincio a pensarmi più come movimento che come istituzione.
Nel 1982 decido -con molta sofferenza e qualche lacerazione- di "sciogliermi" come ORGANIZZAZIONE centralizzata e gerarchica per recuperare la comunicazione tra donne.
Dal 1982 al 2000 circa, anche se le mie Donne continuaranno ad incontrarsi nell'Assemblea nazionale autoconvocata, vivo un periodo di forte autonomia e localizzazione dei Gruppi UDI che modulano la propria attività sulle varie realtà locali.
Così tanta autonomia che in molti pensano alla mia scomparsa come Associazione a livello nazionale, un po’ è un equivoco e un po’ un tentativo esterno di svalorizzare il mio percorso di AUTONOMIA E AUTODETERMINAZIONE. Ma non molliamo, nonostante tanta stanchezza e qualche difficoltà economica, le mie Donne continuano ininterrottamente a riunirsi nell’Assemblea Nazionale Autoconvocata e andranno per altre 3 volte a Congresso.
Nel periodo 2000-2008, forte delle esperienze accumulate varie e originali, ma in qualche modo atomizzate riemerge un nuovo bisogno di azione politica organica e coordinata a livello nazionale.
Una nuova sensibilità storica mi porta alla valorizzazione scientifica degli Archivi, primo fra tutti “Archivio Centrale”, frutto del lavoro ventennale di tre donne custodito in via Arco di Parma, con riconoscimento dell’Archivistica, meta perenne di giovani donne, alcune delle quali diventano parte di me.
Con il Congresso del 2003 acquista autorevolezza il ruolo della Delegata nazionale, si nomina un Coordinamento nazionale, si riconferma l’istituto delle Garanti.
La PAROLA del 2003 sarà: la Politica è un Patto tra Noi dove Ciascuna ha imparato a dire Io.
In una società interetnica raccolgo la sfida dell’immigrazione diventando UDI - UNIONE DONNE IN ITALIA per affermare la necessità del rapporto con le donne che nate altrove vivono in Italia: “…e si torna indietro certamente se non coinvolgiamo le donne straniere nei processi di cittadinanza. Se noi siamo cittadine a metà, loro sono invisibili come cittadine e a disposizione come corpi da sfruttare in tanti modi, grazie anche al nostro silenzio” (dal doc. Doppia Origine – Pina Nuzzo).
Avvio il progetto “Scommettiamo con Fatou”.
La mia attenzione si allarga a temi di ampio respiro con il Convegno “Generare oggi: tra precarietà e futuro” del novembre 2005.
Un mese prima, con tantissime donne nella Casa Internazionale a Roma, spengo le candeline del mio SESSANTESIMO.
Il mio costante impegno contro la violenza sessuale conduce nel 2006 alla Campagna nazionale “STOP AL FEMMINICIDIO”.
Vera e propria palestra didattica diviene la mia “SCUOLA POLITICA” estiva, la cui prima edizione è del 2006. Nel 2006 prende inizio un percorso che mi porterà nuovamente nelle piazze.
E nuovamente a proporre un rapporto a testa alta con le Istituzioni parlamentari.
La Campagna “50E50… ovunque si decide!” vuole l’affermazione della cittadinanza duale e della democrazia paritaria. Il 29 novembre 2007 vengono depositate le firme al Senato. La Commissione Affari Costituzionali fissa la mia audizione per il giorno 10 giugno 2009 (vedi doc. “Chi è la donna che siede alla destra di Beppe Grillo…?” su www.udinazionale.org)
E qui cominciano, anzi continuano, le dolenti note. Sono iniziative tutte che nonostante il successo tra le donne e tanti uomini, poco appaiono sui quotidiani nazionali e in tv.
Con la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, lunga un anno - partita da Niscemi il 25 novembre 2008 che si chiuderà a Brescia il 21-25 novembre 2009 (vai su www.staffettaudi.org) mostriamo a tutte e a tutti che le donne, organizzate e singole, ci sono. Si manifestano: Si sostengono e lo sanno fare con amore e con arte.
Agosto 2009… decido di entrare anch’io in facebook!
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