Perché questa tessera UDI?
E’ stata scelta una figura geometrico - matematica che per i suoi polisensi spinge la mente, in un processo contemporaneamente logico e intuitivo, a percorrere i canali esperienziali della scienza e della fantasia ma anche dell'arte, della filosofia, del gioco.
E’ un anello formato da una striscia ritorta su se stessa di mezzo giro, che rimane integra, chiusa e continua. La sua struttura topologica la definisce come una superficie continua non orientabile, cioè non ha un dentro e un fuori, non un alto e un basso. Se la si percorre si scopre che non c'è differenza tra il dentro e il fuori perché il dentro e il fuori sono fusi in un’unica superficie sovvertendo i parametri di relazione e celebrando simbolicamente il concetto di unità,unione.
Non muovendosi si distingue una destra e una sinistra, ma percorrendo la striscia la distinzione non ha senso, perché il bordo è una curva unica chiusa e a ciclo infinito. Una girandola sotto vento lungo il percorso mantiene il senso di rotazione rispetto a se stesso, ma questo ad ogni ciclo risulta invertito rispetto al nastro.
Molteplici le categorie che possono connotarlo: l'interdipendenza, la simmetria e la asimmetria, l'intreccio e la fluidità, lo scambio e la connessione, la corrispondenza e la sfuggevolezza, si potrebbe continuare all'infinito. E l'infinito come simbolo matematico richiama la sua forma.
Le rappresentazioni dell'infinito nelle arti e nelle scienze fanno spesso capo a questa figura, una forma semplice eppure complessa, finita ma che suggerisce l’infinito, il visibile e l’invisibile, il ciclo della vita e della morte, l’apparente duale che però è unificato.
L'enigma del nastro appare senza soluzione e con mille soluzioni. Esattamente come la nostra esperienza sensibile, percettiva - emotiva, del mondo include polisensi da cui possono scaturire tutte le possibilità, a seconda degli strumenti conoscitivi usati.
Abbiamo la percezione spaziale che la terra sia piatta, non diremmo d’istinto che la terra è sferica;che partendo da un punto sulla stessa traiettoria ritorneremmo allo stesso punto dall’altra parte. O che guardando il cielo, le stelle, guardiamo il passato dell’universo, oggetti cioè che in questo momento (se si potesse parlare di un momento temporale universale) potrebbero non esistere più perché scomparsi, evaporati o esplosi o fusi. Abbiamo la percezione che la luce sia fulminea e non la consideriamo una informazione per i nostri sensi legata alla dimensione spazio-tempo. Impensabile, quasi un non senso, una emozione profonda disvelata dalla conoscenza non dalla esperienza sensibile. Ad un passo dalla poesia, che è trasfigurazione del dato sensibile, non il dato sensibile.
Con una traslazione,sembra calzante la relazione con la misteriosa natura umana e in particolare con il rapporto del femminile con se stesso, e del femminile con il maschile in uno scambio misterioso di unicità e duplicità, in un passaggio fluido da uno stato di definizione ad uno di evoluzione, così come automatica l'estensione ai concetti di mutamento, trasformazione, complementarità. Categorie che nell’insieme connotano la complessità del lavoro della nostra Associazione.
Il Nastro rappresenta dunque un pensiero comprensivo del razionale, dell'emotivo, del reale e del surreale ed è un invito a porsi nel mondo con mente e spirito aperti alle contraddizioni, alle svolte improvvise, alla mutevolezza e flessibilità pur rimanendo sullo stesso tracciato.
Ed è necessario, almeno quando è in corso una svolta, uscire dagli stereotipi abusati dei fiori, foglie, riccioli, nastrini …repertorio facile che ci inchioda ad un femminile dal pensiero scontato. I nastrini ... ma almeno partiamo dal nastro di Moebius.
Che sia stato scoperto da un uomo come qualcuna ha obiettato su facebook non ne inficia il fascino. Figuriamoci. Possiamo mai disconoscere i pensatori e gli scopritori (Galileo,Newton…) per il fatto di essere maschi? Non dovremmo per questo usare il telefono, la radio, internet ... perché inventati da uomini? A parte poi il fatto che geometricamente si può considerare nel filone degli studi fatti anche da Ipazia di Alessandra, una donna.
Quando Ipazia studiò le coniche non le rifiutò in quanto già studiate da Apollonio. Le scoperte del fisico astronomo Hawking non vengono certo rifiutate da Margherita Hack in quanto scoperte maschili.
Ma il rosso non è un mistero né una vergogna nella storia dell’UDI, l’azzurro è facilmente riconducibile all’archetipo sensibile del cielo e quindi dello spazio dove il nastro è immerso. Il secondo pezzo di un altro nastro nello sfondo, fluttuante come una galassia, richiama una moltiplicazione dinamica di crescita e risonanza.