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SANREMO: A che santo votarsi?

Sanremo

(a che santo votarsi?)

Anche Sanremo, comune dove si svolge l’omonimo festival italiano annuale della musica, ha un santo patrono, che è San Romolo, e non è un gioco di parole.

Le donne che a vario titolo partecipano al festival, possono genericamente appellarsi a Santa Cecilia.

Nel nostro Paese la tradizione prevede sante patrone per: madri, istitutrici, balie, vedove, ricamatrici, lavoratrici dei campi, puerpere, ragazze in cerca di marito, lavandaie, sarte, filatrici, partorienti, parrucchiere, profumiere, pedicure, casalinghe, cuoche... e per tutti gli stereotipi a noi gentilmente assegnati che si possano immaginare.

Per fortuna, dal 17 febbraio 1959 possiamo contare su Santa Chiara d’Assisi,  dichiarata da Pio XII, in quella data, santa patrona della televisione e delle telecomunicazioni.

Nel  53° dell’evento vorremmo affidare alla protezione  della simpatica Santa la ventenne Ivana Mrazova,  “valletta” del Festival,  la cui immagine è stata diffusa  al TG1 (V.Mollica) tra i due protagonisti uomini, ai quali, data la loro non proprio verde età, forse sarebbe il caso si prepari a fare, piuttosto, da badante.  Insomma, ancora una volta, un corpo giovane e bello di donna la quale, non conoscendo l’italiano a sufficienza, esegue gli ordini senza interloquire, se non con uno sguardo imbarazzato rivolto ai due satiri di turno, comunque essi si chiamino.

Noi donne in Italia  paghiamo il canone RAI, l’emittente pubblica sulla quale innanzitutto ricade  la responsabilità di come viene malamente presentata la nostra immagine  e siamo davvero stanche di subire la diffusione di stereotipi  e allusioni di bassa lega, trasmessi spesso per radio e per televisione a qualsiasi ora .

Vi invitiamo a riflettere e sopratutto a monitorare quanto viene trasmesso, ci sono regole, anche non scritte, per osservare le quali bastano il buon senso e il buon gusto, non chiediamo censure, alle quali siamo contrarie, ma solo rispetto per noi e per gli altri utenti. Senza tralasciare quella famosa buona educazione di cui si va perdendo memoria.

Ci attendiamo il massimo dell’ascolto e dell’attenzione di chi, come voi, lavora nella grande comunicazione.

Ci attendiamo anche una risposta adeguata.

 

Le donne dell’UDI – Unione Donne in Italia
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