L’8 marzo di quest’anno le donne di Novi, tra cui alcune dell’UDI, sono andate ad invitare le famiglie di stranieri residenti nel loro paese ad un pranzo multiculturale, organizzato dal Comune, pranzo preparato da una pakistana, una cinese, una marocchina e un’italiana.
Quando hanno bussato alla casa di Begm Shnez per invitare tutti, anche gli uomini, il marito avrebbe detto: "Signora, non si avvicini mai più alla mia casa perché noi le ragazze e le donne le teniamo in casa".
Segregare le donne in casa, tenerle chiuse e sotto controllo è una tendenza comune al patriarcato in tutte le latitudini e le donne devono faticare molto, spesso pagare con la vita un NO per sé e per le proprie figlie. A noi donne italiane basta guardarci indietro, appena alle spalle, per sapere quanta strada abbiamo fatto, ma anche quanta rimane da fare se la prima causa di morte rimane per tutte il FEMMINICIDIO.
Per questo saremo in tante alla fiaccolata a Novi sabato 9 ottobre, come in tante siamo state venerdì scorso alla fiaccolata di Portici per Teresa.
Un'altra donna, un’altra madre che ha pagato con la vita l’aver denunciato il violentatore della figlia.
Per info: Odette De Caroli - UDI Carpi, 347 88.21.422
Allegato: comunicato UDI Modena
Con orrore apprendiamo che nella nostra Provincia, a Novi, un'altra donna è morta e un'altra ancora è gravemente ferita, colpite dalla furia degli uomini della loro stessa famiglia.
Marito e padre, l'uno, figlio e fratello l'altro. Ci stringiamo attorno alla giovane Nosheen, ricoverata all’Ospedale Nuovo di Modena S. Agostino - Estense (Baggiovara), perché possa guarire al più presto, almeno dalle ferite del corpo e ritornare alla sua scuola, alla sua vita.
Sui giornali e nei primi commenti viene fatto il parallelo con la vicenda di Hiina Salem, e Sanaa Dafani, giustiziate dagli uomini di casa.
Anche oggi, a Modena, la vittima è una donna pachistana, ma Begm Shnez, 46 anni, probabilmente una buona musulmana è l'eroica mamma che ha tentato, riuscendovi, di difendere la figlia, convinta che dovesse e potesse rifiutare un matrimonio combinato.
L'UDI - Unione Donne in Italia, denunciando ormai da anni il “femminicidio”, sa che esso è trasversale alle culture e se ha un'impronta così prettamente "culturale", come nel caso di Hiina, Saana e Begm, è da imputarsi non a questa o a quella religione, ma a una "tradizione" primitiva e violenta contro il genere femminile.
Pensiamo, dunque, che nella nostra Provincia si debbano moltiplicare gli sforzi per favorire l'integrazione sociale di comunità eventualmente chiuse e isolate, per consentire passaggi generazionali e culturali meno traumatici.
Pensiamo però che si debba guardare bene in faccia alla realtà: i dati presentati in tante occasioni (es.: Staffetta di donne contro la violenza sulle donne) ci dicono che in media 120 donne l’anno muoiono per femminicidio in Italia. Bisogna dunque porsi interrogativi che rinuncino alle strumentalizzazioni e cerchino di capire perché tante donne, ogni giorno, finiscono picchiate, ferite e ammazzate dagli uomini anche nelle nostre case e famiglie.
Chiediamoci infine perché il giovane fratello di Nosheen, non sia riuscito a spezzare quella spirale di violenza che, alla fine, lo ha armato.
L'UDI sta dedicando i suoi sforzi per eliminare la violenza di genere dalla vita di giovani donne e giovani uomini; per questo andiamo nelle scuole, per questo chiediamo a tutti uno sguardo e una riflessione profonda su quanto è successo.
Per dire che non dimenticheremo mai Begm Shnez, per stare vicino a Nosheen, soprattutto per dire BASTA AL MASSACRO DELLE DONNE, le UDI di Novi, Carpi e Modena, chiamano tutte/i ad un gesto di solidarietà e di protesta: una fiaccolata che si svolgerà a Novi, sabato 9 ottobre 2010 ore 20:30.
Modena, lì 4 ottobre 2010
Il coordinamento UDI MODENA