Onorevole Presidente Sen. Vizzini,
apprendo dal web [stato-oggi.it] che ieri 21.09.10 ha deciso di avviare, a partire da oggi 22.09.10, la discussione generale sul disegno di legge d’iniziativa popolare n. 2/09 “Norme di Democrazia paritaria per le assemblee elettive” per il quale c’è stata audizione dell’UDI in data 10.06.09.
Pertanto, ho dedotto che l’Ufficio di Presidenza ha deciso di dare riscontro negativo alla richiesta dell’UDI di essere informata dell’avvio di tale discussione.
In premessa, ribadisco una cosa che riguarda l’Associazione di cui sono rappresentante legale, già nota come Unione Donne Italiane, oggi Unione Donne in Italia, che tra qualche giorno compirà 65 anni.
L’UDI si è affidata all’Istituzione Senato, con un Progetto di iniziativa popolare rivolto a tutti i cittadini, a tutti gli schieramenti, senza distinzione.
Ripercorro solo brevemente alcuni passaggi, di cui pochi sottoscrittori della nostra proposta sanno, perché l’intera Campagna dell’UDI, inclusi i suoi risvolti istituzionali, è stata ignorata da organi di stampa e tv italiani:
- l’audizione (un novus nella storia parlamentare per i progetti popolari) viene richiesta formalmente dall’Udi nel 2007;
- la richiesta viene accolta dal Presidente della Commissione nella precedente legislatura, sen. Bianco, oggi componente della Commissione;
- di ciò il 10.06.09 la nostra relatrice ha dato atto durante l’audizione;
- di quella audizione la stampa (ricordo il Corsera con una foto eloquente) ha dato un riscontro di qualche riga, e solo in virtù della felice (!?) coincidenza dell’essere stata, la nostra audizione, affiancata a quella del sig. Giuseppe Grillo, giovatosi, e ne siamo soddisfatte ma solo in nome della democrazia, della nostra richiesta accettata;
- di quella audizione è ancora presente sul web l’integrale audio, sul sito di radio radicale.
Oggi non sono qui a recriminare, né a rivangare gesti e affermazioni di quella audizione.
Oggi sono qui a dirle che la nostra Proposta è generale, può essere accolta a prescindere da qualsiasi decisione venga assunta dal Parlamento Italiano in merito alla riforma dei vari e tanti sistemi elettorali in discussione. E la nostra Proposta non costa un euro alle casse dello Stato.
Ci siamo rivolte allo Stato, di cui Voi siete i rappresentanti in sede legislativa. Non ci siamo rivolte ai Partiti in quanto tali, con nessuna richiesta o appello. Ancor meno ci siamo rivolte ad uno schieramento in particolare. Lo abbiamo fatto perché riteniamo che la Democrazia paritaria sia una condizione imprescindibile in una democrazia, per dirsi tale. Una delle condizioni, certamente. Al nostro sguardo, la prima condizione fra tutte quelle che vi terranno occupati per dare leggi elettorali e non solo elettorali che rendano il nostro un Paese realmente civile e democratico.
Confidiamo che donne e uomini di buona volontà che siedono nella Commissione, e dopo di loro altri che si occuperanno della materia elettorale, tengano conto della nostra Proposta per quello che è, per come è arrivata a voi, e per come alcune e alcuni hanno affermato, in quella audizione, di conoscerla bene per averla sostenuta, oltre che sottoscritta in un banchetto.
Le chiedo, ove possibile, di informare i Componenti della Commissione di questa mia. L’UDI la diffonderà sul web. La invieremo anche alla stampa, come tutti i nostri comunicati.
Le rivolgo i più sinceri auguri di buon lavoro
Pina Nuzzo per UDI – UNIONE DONNE IN ITALIA