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Per Sakineh e le altre

Source: Copyright © 2010 UDIPer salvare Sakineh dalla lapidazione si sta mobilitando l'opinione pubblica internazionale.
Da ogni parte si moltiplicano petizioni e richieste ufficiali a Teheran.

Insieme a Sakineh altre donne si trovano attualmente nei bracci della morte dell'Iran in attesa della lapidazione.
Questo orribile strumento di morte, oltre che in Iran, è in vigore in diversi paesi e regioni fra cui l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, la Nigeria, il Pakistan, il Sudan e lo Yemen ed è stato introdotto nel 2009 in Indonesia.
Questo è femminicidio: come abbiamo denunciato nel corso della nostra lunga campagna la violenza sulle donne non ha confini, è sempre l'uccisione di donne per mano di uomini che vogliono negarne il diritto alla libertà, togliendo loro la vita. Il femminicidio è l'esito estremo delle tante violazioni dei diritti universali delle persone che le donne subiscono in quanto donne quando non rispettano l'ordine patriarcale.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza, ma questo non sarà possibile finchè la libera scelta di un amore di donna viene considerata delitto e la pena la morte.

Noi, che ogni giorno lavoriamo per difendere la dignità e i diritti delle donne, combattendo ogni forma di violenza sul corpo femminile, anche oggi siamo impegnate per salvare Sakineh e tutte le altre che rischiano la vita.

Non ci toccano dunque le polemiche su una vicenda tanto drammatica. Il nostro impegno non è occasionale, non si manifesta solo nelle circostanze più estreme, ma è rivolto a costruire tutti i giorni le condizioni necessarie per creare nuovi rapporti tra i generi fondati sul pieno riconoscimento della libertà femminile.

Nel momento in cui condanniamo i metodi disumani e le pene barbariche inflitte dalla Repubblica Islamica dell'Iran a Sakineh e alle donne e agli uomini imprigionati nelle loro carceri, invitiamo tutti a riflettere su quanto sia importante anche nel nostro paese opporsi ad ogni atto di svalutazione della donna che costituisce oggettivamente il terreno fertile su cui si alimenta la violenza maschile (con buona pace di chi pensa che i fatti di Marinara fossero giochini innocui).

Era urgente salvare la vita di Sakineh e siamo contente che per questo si sia creata una mobilitazione così ampia, che pensiamo sia anche merito dell'iniziativa costante delle donne e dei loro movimenti.

UDI Ravenna

Percorso: Comunicati 2010 Per Sakineh e le altre