Da alcune settimane anche in Italia, come in quasi tutti i paesi europei che la usano da oltre 20 anni, è stata introdotta la possibilità di utilizzare la pillola abortiva RU486, entro la 7° settimana di gravidanza.
Ci sono voluti oltre 700 giorni per la sua autorizzazione e comunque in questi mesi si è verificato un vero e proprio boicottaggio che, secondo noi, mette in discussione la libertà delle donne sulla loro vita e sulla procreazione.
Abbiamo assistito negli anni a ripetuti attacchi alla Legge 194, contro la scelta consapevole delle donne, le quali hanno usato con intelligenza una legge che ha sconfitto l’aborto clandestino nel nostro paese (come dimostrano i dati in costante calo sull’interruzione di gravidanza).
La RU486 è un metodo farmacologico sperimentato ampiamente in altri paesi, dove il ricorso all’aborto non è affatto aumentato. Questa pillola è a disposizione delle donne perché scelgano in maniera consapevole e nel rapporto di fiducia con il medico, come interrompere una gravidanza non voluta, in un contesto, dentro e fuori dall’ospedale, che dovrebbe sostenerle, rispettandone l’autonomia decisionale.
Ora invece, l’uso della pillola è ostacolato da inutili controversie, soprattutto nella sua applicazione concreta. In regione Lombardia, per esempio, il consenso informato richiesto tende a sottolinearne i rischi, spaventando le donne. Il ricovero ordinario di 3 giorni in ospedale, invece del Day Hospital, rende più complicata per le donne la scelta di questo metodo e le spinge a spostarsi in altre Regioni o all’estero. Ricordiamo infine che la nostra Regione ha un tasso altissimo di ‘obiezione di coscienza’ rispetto alla Legge 194, da parte di medici ed ora anche di infermieri.
CHE COSA VOGLIAMO
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Il potenziamento dei servizi sanitari e sociali (vedi i Consultori) a sostegno delle donne, dei loro diritti e dei loro bisogni.
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Una politica di reale informazione e formazione sessuale e contraccettiva (a partire dalle scuole e nella società), contro l’ipocrisia dominante in Italia, che afferma il no all’aborto e insieme il no alla contraccezione!
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La responsabilità condivisa da parte degli uomini, perché la donna non debba più pagare sul suo corpo le conseguenze di gravidanze indesiderate.
C’è bisogno di tempo e di tutte le donne per discutere con chi non sa, con chi non ha capito e con chi pensa che la cosa non la riguardi.
Gruppo UDI ‘Donnedioggi’ – Cernusco s/N e Martesana
Per informazioni: sede dei Consultori pubblici dell’ASL
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