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Pillola RU486, un'altra opportunità di scelta per le donne

Source: Copyright © 2010 UDIDa alcune settimane anche in Italia, come in quasi tutti i paesi europei che la usano da oltre 20 anni, è stata introdotta la possibilità di utilizzare la pillola abortiva RU486, entro la 7° settimana di gravidanza.

Ci sono voluti oltre 700 giorni per la sua autorizzazione e comunque in questi mesi si è verificato un vero e proprio boicottaggio che, secondo noi, mette in discussione la libertà delle donne sulla loro vita e sulla procreazione.
Abbiamo assistito negli anni a ripetuti attacchi alla Legge 194, contro la scelta consapevole delle donne, le quali hanno usato con intelligenza una legge che ha sconfitto l’aborto clandestino nel nostro paese (come dimostrano i dati in costante calo sull’interruzione di gravidanza).
La RU486 è un metodo farmacologico sperimentato ampiamente in altri paesi, dove il ricorso all’aborto non è affatto aumentato. Questa pillola è a disposizione delle donne perché scelgano in maniera consapevole e nel rapporto di fiducia con il medico, come interrompere una gravidanza non voluta, in un contesto, dentro e fuori dall’ospedale, che dovrebbe sostenerle, rispettandone l’autonomia decisionale.
Ora invece, l’uso della pillola è ostacolato da inutili controversie, soprattutto nella sua applicazione concreta. In regione Lombardia, per esempio, il consenso informato richiesto tende a sottolinearne i rischi, spaventando le donne. Il ricovero ordinario di 3 giorni in ospedale, invece del Day Hospital, rende più complicata per le donne la scelta di questo metodo e le spinge a spostarsi in altre Regioni o all’estero. Ricordiamo infine che la nostra Regione ha un tasso altissimo di ‘obiezione di coscienza’ rispetto alla Legge 194, da parte di medici ed ora anche di infermieri.

CHE COSA VOGLIAMO

  • Il potenziamento dei servizi sanitari e sociali (vedi i Consultori) a sostegno delle donne, dei loro diritti e dei loro bisogni.
  • Una politica di reale informazione e formazione sessuale e contraccettiva (a partire dalle scuole e nella società), contro l’ipocrisia dominante in Italia, che afferma il no all’aborto e insieme il no alla contraccezione!
  • La responsabilità condivisa da parte degli uomini, perché la donna non debba più pagare sul suo corpo le conseguenze di gravidanze indesiderate.
C’è bisogno di impegno, fantasia, voglia di fare, di mettersi in gioco, di prendere parola.
C’è bisogno di tempo e di tutte le donne per discutere con chi non sa, con chi non ha capito e con chi pensa che la cosa non la riguardi.

Gruppo UDI ‘Donnedioggi’ – Cernusco s/N e Martesana

Per informazioni: sede dei Consultori pubblici dell’ASL
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Percorso: Comunicati 2010 Pillola RU486, un'altra opportunità di scelta per le donne